Vaccino antinfluenzale: grazie a lui aumentano notevolmente le probabilità di non contrarre la malattia. Mentre, in caso di sviluppo di sintomi influenzali, questi sono molto meno gravi e, generalmente, non seguiti da ulteriori complicanze. Il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione alle persone con età maggiore di 64 anni e a coloro che sono in stretto contatto con gli anziani. Non solo, è molto utile anche per tutte le persone a rischio di complicazioni secondarie a causa dell’età o di patologie, come disordini cronici di tipo respiratorio o polmonare (asma compresa), malattie metaboliche croniche (diabete mellito, disfunzioni renali, immunodepressione dovuta o meno ai farmaci, patologie emopoietiche, sindrome da malassorbimento intestinale, fibrosi cistica, malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi) o quando sono previsti interventi chirurgici di una certa entità.

Vaccino antinfluenzale, a chi è raccomandato

Inoltre, il vaccino è fortemente raccomandato a bambini a partire dai sei mesi d’età ed agli adolescenti (fino ai 18 anni d’età) che sono stati sottoposti ad una terapia a lungo termine a base di aspirina (acido salicilico). Perché l’uso di questo farmaco aumenta la probabilità di sviluppare, successivamente all’infezione influenzale, la sindrome di Reye. Infine la vaccinazione è raccomandata per tutti coloro che svolgono funzioni lavorative di primario interesse collettivo o che potrebbero trasmettere l’influenza a persone ad alto rischio di complicanze.

Vaccino antinfluenzale, a chi è sconsigliato

La vaccinazione è invece sconsigliata a chi è allergico alle proteine dell’uovo. Anche se nel vaccino esistono in quantità minima (il vaccino è prodotto utilizzando uova embrionate di pollo). Il periodo più indicato per la vaccinazione va da ottobre a fine novembre. Si sconsiglia generalmente di vaccinarsi con molto anticipo. Perché l’immunità data da questo vaccino declina nell’arco di 6-8 mesi. E, quindi, si potrebbe rischiare di essere solo parzialmente protetti nel periodo più rischioso (ottobre-febbraio). La somministrazione è per via intramuscolare. E, in tutti coloro con età superiore ai 12 anni, l’iniezione è da effettuarsi nel muscolo deltoide (braccio). Mentre, per i più piccoli è consigliato il muscolo antero-laterale della coscia.