Il sindaco Bonaldi risponde alle accuse dell’assessore regionale leghista De Corato.

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Sindaco Bonaldi risponde a De Corato

L’assessore di Regione Lombardia ha accusato il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, di contravvenire alle disposizioni vigenti, con la scelta di registrare all’anagrafe i richiedenti asilo. Arriva la risposta ufficiale dela sindaco di Centro sinistra.

Apprendo dai media che l’assessore Riccardo De Corato ieri ha rivolto attenzione alla sottoscritta, rea, a suo dire, di “contravvenire deliberatamente” alle disposizioni in materia di iscrizione della residenza anagrafica dei richiedenti asilo in possesso di permesso di soggiorno. Immagino abbia avuto notizia di un recente convegno di Legautonomie, a Milano, nel quale ho illustrato l’interpretazione con cui ci stiamo accostando al Decreto Sicurezza, ottenendo peraltro in quella sede il plauso e l’approvazione dei relatori del seminario.”

La Costituzione

La tesi cui mi sono affidata, resa da insigni avvocate e autorevoli esponenti della dottrina, è l’unica che possa impedire all’articolo 13 della Legge Sicurezza di essere travolto da incostituzionalità. Semmai, quindi, i sostenitori di questa legge mi dovrebbero ringraziare, perché ci siamo limitati a leggere il provvedimento in maniera coerente non solo con l’impianto giuridico che disciplina la materia anagrafica, ma nella cornice generale dei Principi costituzionali e dei Diritti fondamentali del nostro Paese.

Nessuna disobbedienza

“Lo spirito con il quale ci muoviamo non intende affatto essere “disobbediente” o “sfidante” delle Istituzioni, tant’è che ho disposto che appena dopo le registrazioni di residenza, in questi casi, i Servizi inoltrino comunicazione degli atti al Prefetto di Cremona, congiuntamente alla circolare che ne esplicita le motivazioni. Ciò perché il Prefetto possa, laddove ritenga di contestare queste interpretazioni, assumere i provvedimenti che reputa opportuni. Proprio perché la legalità ed il rispetto dei diritti, a cominciare da quelli sanciti dalla Costituzione, su cui un sindaco giura ad inizio del proprio mandato, sono la stella polare del mio agire ritengo che questa sia l’unica interpretazione possibile della Legge. Se così non fosse, lo decideranno i soggetti a ciò competenti, nelle sedi deputate, e noi ci adegueremo. Fino a prova contraria l’assessore De Corato non è fra costoro, pertanto se ne faccia una ragione; ciò che è sicuro è che non intendo prendere lezioni da lui in fatto di diritto e di diritti.”

NOTA ESPLICATIVA DEI FATTI allegata

L’8 marzo scorso il Sindaco di Crema ha emanato una circolare indirizzata ai propri uffici (Segretario Generale, Servizi Demografici, Polizia Locale e CED) relativa alla iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, ai sensi dell’art. 13 della Legge Sicurezza, che, fra le varie disposizioni, introduce una integrazione della legislazione precedente, disponendo che  il permesso di soggiorno per richiesta di asilo «non costituisce titolo per l’iscrizione anagrafica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e dell’articolo 6, comma 7, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286».

La norma è stata subito interpretata per lo più come preclusione all’iscrizione anagrafica per il (solo) richiedente asilo, peraltro sollevando critiche di sospetta illegittimità costituzionale perché esclude dal diritto fondamentale alla residenza anagrafica una specifica categoria di persone, in violazione di molti principi del nostro ordinamento, primo fra tutti l’art. 3 della nostra Costituzione.

Non sono mancate per vero anche interpretazioni della norma volte a circostanziarne la portata e a leggerla in maniera coerente ed organica all’interno del complessivo impianto giuridico che disciplina non solo la materia anagrafica, ma in generale i diritti fondamentali nel nostro Paese.

Proprio a queste interpretazioni si rifà il sindaco nella propria circolare, cui sono allegati pareri di legali e di esperti di diritto, appellandosi in sostanza a due tesi.

La prima, desunta dalle deduzioni dell’avvocato cremasco Maria Luisa Crotti (vicepresidente Camere Penali Est Lombardia) e del prof. Emilio Santoro (ordinario di Filosofia del Diritto e Diritto degli Stranieri all’Università di Firenze e presidente del Comitato Scientifico del Centro di documentazione “Altro Diritto”). La seconda tesi ispirata a deduzioni delle Avv.te Daniela Consoli (foro di Firenze) e Nazarena Zorzella (foro di Bologna), esperte di immigrazione, autrici di pareri comparsi su varie riviste del settore (Questione Giustizia, Diritto Immigrazione Cittadinanza, etc.)

Secondo dette interpretazioni, ampiamente dedotte nella circolare del sindaco e “che possono assumersi anche disgiuntamente, la norma da ricavare dall’art. 13 Legge Sicurezza nel suo complesso sancisce l’abrogazione non della possibilità di iscriversi al registro della popolazione residente da parte dei titolari di un permesso per richiesta di asilo, ma, nel primo caso, solo l’abrogazione  della procedura semplificata, che introduceva l’istituto della convivenza anagrafica, svincolando l’iscrizione dai controlli previsti per gli altri stranieri regolarmente residenti e per i cittadini italiani, nel secondo caso solo il divieto di utilizzare il permesso di soggiorno quale titolo atto a comprovare la regolare presenza del cittadino non comunitario sul territorio italiano.”

Questa tesi è stata per vero avvalorata anche in occasione di un recente convegno di Legautonomie tenutosi a Milano il 13 marzo scorso, proprio relativo all’applicazione del Decreto Sicurezza. In tale circostanza non solo l’avv. Maria Luisa Crotti, estensore di uno dei pareri legali cui si è ispirata il Sindaco, ma anche l’avv. Alberto Guarisio di ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’immigrazione), hanno avallato il contenuto delle disposizioni date e la circolare del sindaco Bonaldi è stata distribuita ai Comuni presenti che volessero trarne ispirazione.

Dato che queste interpretazioni possono non essere universalmente accolte e al fine di tenere indenni da responsabilità gli Ufficiali d’Anagrafe, per tutti questi casi, il Sindaco ha disposto che firmerà personalmente le registrazioni di residenza, quale Ufficiale d’Anagrafe, previa abilitazione informatica con credenziali che l’Ufficio CED vorrà assegnare alla stessa.  Si procederà pertanto nei prossimi giorni secondo questa direzione, esistendo alcune situazioni concrete di donne, anche con bambini, richiedenti asilo, in attesa della iscrizione della residenza anagrafica. Il Sindaco ha inoltre disposto che “successivamente alle registrazioni i SS.DD. inoltrino comunicazione degli atti al Prefetto di Cremona, congiuntamente alla presente circolare che ne esplicita le motivazioni. Ciò affinché il Prefetto possa, laddove ritenga di contestare queste interpretazioni, assumere i provvedimenti che reputa opportuni”.

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