Il Pd ha rialzato la testa e in Lombardia ancora di più avendo raccolto alle europee il 23,6% dei consensi. Alle Amministrative – dopo la straordinaria vittoria di Bergamo al primo turno – al ballottaggio ha pure aggiunto Cremona. Una bella soddisfazione per il nuovo segretario regionale Vinicio Peluffo, 48 anni, di Rho, parlamentare dal 2009 al 2018, che dal novembre scorso guida i “dem” lombardi in qualità di segretario regionale del partito.

Intervista a Vinicio Peluffo

Contento dell’esito delle elezioni europee?

«Aver ottenuto alle europee un risultato superiore alla media nazionale è una bella soddisfazione – esordisce Peluffo – Segnalo soprattutto il dato nelle città capoluogo di provincia e in particolare i successi a Bergamo e Mantova, dove siamo il primo partito alle europee, e il grande esito ottenuto a Milano».

E per quanto riguarda le amministrative è soddisfatto dell’esito dei ballottaggi di domenica scorsa in Lombardia?

“Il risultato di Cremona è stato molto, molto bello. Ma abbiamo vinto anche a Malnate, Muggiò, Novate Milanese, Paderno Dugnano, San Zenone al Lambro, Romano e Porto Mantovano. Complessivamente al ballottaggio c’è stato un sostanziale pareggio: dei 18 Comuni 8 sono andati al centrosinistra, 7 al centrodestra e 3 alle civiche”.

Adesso cosa succede?

«Da questo dato dobbiamo ripartire per costruire un’alternativa seria e credibile alla Lega. Il centrodestra, così come lo conoscevamo, non c’è più, ma si torna al bipolarismo con un centrodestra – sovranista e populista a tradizione leghista – e il centrosinistra. Il compito del Pd adesso è di costruire un’alleanza più larga, di lavorare di più nei Comuni medi e piccoli, di costruire un’alternativa seria focalizzandosi sui problemi più importanti di questo Paese».

Quali sono?

«Il tema centrale è quello economico. Quando eravamo noi al Governo dicevano che il Pil – allora all’1,5% – cresceva poco. Adesso che il Pil è fermo allo 0,1% l’economia è sparita dalla scena politica e nella Legge di bilancio non ci sono stati interventi a sostegno dell’economia».

Le altre priorità quali sono?

«La formazione. Questo Governo si è dimenticato di formazione, scuola, università e ricerca per favorire nuove opportunità ai nostri giovani, per permettere alle aziende di inserire figure specializzate e affrontare nuove sfide. Poi c’è il tema del lavoro. Serve una politica industriale incisiva, un progetto sulle infrastrutture dalla Tav alla Pedemontana, ma che contempli anche infrastrutture immateriali con interventi significativi sul digitale e sul 5G. Occorre fare una scelta di fondo sulla green economy. La sostenibilità ambientale è il comparto sui cui puntare per una maggiore crescita economica ed occupazione».

Qual è il suo giudizio su Regione Lombardia dopo gli arresti del mese scorso?

«Poco più di un anno fa il presidente Attilio Fontana diceva che si sarebbe impegnato su trasparenza e buona amministrazione. I fatti, purtroppo, dicono che la sua Giunta non è in grado di governare con efficienza e trasparenza. Ma il tema non riguarda solo la Giunta regionale…».

A cosa si riferisce?

«Il caso Legnano è sintomatico di questo modus operandi. Il sindaco Gianbattista Fratus, agli arresti domiciliari, ha ritirato le dimissioni e subito il segretario della Lega Lombarda, Paolo Grimoldi, lo ha difeso, anteponendo gli interessi del suo partito a quello dei cittadini. Legnano è una città non governata da mesi, la Giunta non ha più i numeri e l’unica cosa che resta da fare è tornare al voto!».