Cani e gatti seppelliti con i padroni: il Governo ha bocciato la proposta partita dal Pirellone.

Cani e gatti seppelliti con i padroni

Avevamo dato notizia della decisione del Pirellone di permettere ai padroni di seppellire insieme a loro gli animali da affezione. Con quarantuno voti a favore, 29 contrari e un astenuto, era stata introdotta la principale novità della legge sull’attività funebre, medicina legale, polizia mortuaria e cimiteriale al Pirellone. Il documento approvato a maggioranza dall’Aula era stato presentato da Simona Tironi di Forza Italia.

La grande novità

Come detto la novità più importante della legge è prevista dalla possibilità che su volontà del defunto o dei suoi familiari, cani, gatti e gli animali d’affezione possano essere sepolti assieme al loro padrone nello stesso loculo o nella tomba di famiglia previa cremazione in una teca separata. “Era una richiesta che ci arrivava da tantissime persone”, ha aggiunto Tironi. Sempre per quanto concerne gli animali d’affezione, i Comuni potranno poi autorizzare anche la realizzazione di aree e spazi dedicati all’interno del cimitero per la loro sepoltura. Per animali d’affezione o compagnia, oltre a cani e gatti si intendono furetti, invertebrati (escluse le api ed i crostacei), pesci tropicali decorativianfibi e rettili, uccelli (esclusi i volatili previsti dalle direttive 90/539/Cee e 92/65/Cee), roditori e conigli domestici.

Il dibattito

Soddisfatte Forza Italia e Lega, mentre il Movimento 5 Stelle…ma qualcosa è andato storto. Il Consiglio dei Ministri ha infatti bocciato la riforma sui servizi funerari e cimiteriali lombarda che consentedi tumulare gli animali d’affezione nello stesso loculo del defunto o nella tomba di famiglia.

Leggi anche:  Sedi del PD prese di mira dai vandali

L’ira di Gallera

A manifestare profondo disappunto è l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera:

“È gravissimo che il Governo abbia voluto impugnare la nostra legge sui servizi funerari e cimiteriali. Una legge che risponde a esigenze reali segnalate dai cittadini a tutela della trasparenza e della legalità. Così si penalizza una Regione come la nostra che ha la forza, la capacità e il coraggio di innovare» ha afferma in una nota l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera, commentando la decisione del governo di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge 4/2019 della Lombardia. Ci costituiremo certamente davanti alla Suprema Corte nella certezza di far prevalere le nostre determinazioni così come è accaduto sul tema degli specializzandi. La visione centralista di chi ha redatto l’impugnativa rischia di impedire di fatto alla Lombardia di normare in modo significativo proprio gli aspetti più delicati che riguardano la morte di una persona e tutte le attività ad essa strettamente connesse”.

LEGGI ANCHE: Donna scomparsa si cerca nel Po