Anche Crema partecipa alla campagna contro l’eutanasia e il suicidio assistito: manifesti in città per dire “no” all’eutanasia! Flavio Rozza (Noi per la Famiglia): “Col governo rosso giallo il valore della vita verrà messo in discussione”.

Eutanasia

 

 

Questo è quanto potrebbe accadere se la nuova maggioranza legiferasse in materia di eutanasia e suicidio assistito. O anche se la Consulta, rendendo incostituzionale l’articolo 580 c.p., introducesse il 24 settembre surrettiziamente il suicidio assistito in Italia.

“Il rischio che il nuovo esecutivo rosso-giallo calpesti il diritto alla vita e all’autentica autodeterminazione è molto alto. Ad essere esposti saranno i più deboli come anziani, malati, giovani. Tra l’altro proprio in questi giorni il Papa ha condannato questa pratica che si “basa su una visione utilitaristica della persona che diventa inutile o può essere equiparata a un costo. Il suicidio assistito quindi rappresenterebbe un pericolo per tutti: le nostre nonne, le nostre mamme, i nostri padri e i nostri figli”: è quanto dichiara Flavio Rozza, referente locale del movimento Pro Vita e Famiglia e presidente della sezione lombarda dell’associazione “Noi per la Famiglia” presentando la campagna #NOEUTANASIA con affissioni di manifesti-denuncia in diverse città italiane, tra cui Crema (partita lo scorso 4 settembre, per 10 giorni).

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“Con questa campagna – prosegue Rozza – denunciamo che legalizzando eutanasia e suicidio assistito – qualcuno stabilirà chi avrà il diritto di vivere o piuttosto il dovere di morire: chi? E quanto sarò davvero libero di decidere e quanto condizionato dalla odierna “cultura dello scarto” che mette al centro il profitto anziché i diritti umani? Quale reale autonomia avrò se una generazione di medici sarà formata per dare la morte anziché curare e accompagnare la vita? Il divieto di uccidere deve restare una garanzia per tutti”.

“Il nuovo governo investa piuttosto in cure palliative e in strutture di assistenza contro le molteplici forme di dolore, permettendo a ciascuno di noi di vivere fino alla fine, senza soffrire, in autentica e piena dignità” conclude Rozza.

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