La bandiera dei socialisti di Rivolta è stata donata oggi al patrimonio comunale nel centenario dalla sua inaugurazione. Il drappo è stato collocato nella sala Giunta.

Bandiera dei socialisti al Comune

La cerimonia, patrocinata dal Comune, si è svolta oggi, domenica, nell’atrio del Palazzo comunale. Il drappo, ricamato con il simbolo del Partito socialista italiano dell’epoca, è stato consegnato alle autorità comunali. Presenti alla cerimonia Virginio Venturelli per la Comunità socialista cremasca, Luigi Minuti e Giuseppe Strepparola per la ricostruzione storica dell’insegna e delle vicissitudini intercorse, l’ex segretario regionale lombardo prima del PSI e poi dello SDI Roberto Biscardini, oltre al sindaco Fabio Calvi. Assente Carlo Tognoli già sindaco di Milano e già parlamentare del Psi. Presente anche l’onorevole Cinzia Fontana del Partito democratico.

La travagliata storia

L’iniziativa è nata dal presidente della Pro Loco Strepparola, ex assessore socialista di Rivolta. Dopo i ringraziamenti ai presenti, il presidente ha ricordato la travagliata storia della bandiera, che aveva anche rischiato di essere bruciata in piazza dai fascisti nel 1931 prima di essere salvata dal nonno dell’attuale sindaco Fabio Calvi, che era il podestà del paese. Invece di bruciarla diede fuoco ad un drappo rosso, e la vera bandiera venne conservata dall’allora parroco, Monsignor Stefano Renzi per evitare che fosse distrutta, seppellita in una cascina.

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Medaglia a Giuseppe Bonadeo

Nella mattinata è stata ripercorsa la storia del partito socialista italiano. Il 21 settembre 1952 un gruppo di giovani socialisti rivoltani aveva partecipato al congresso nazionale e di quei giovani, l’unico ancora in vita è Giuseppe Bonadeo. A lui è andata la medaglia che ha ritirato la moglie.

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