E’ solo negli ultimi trent’anni che la mozzarella si è diffusa su tutto il territorio nazionale. Fino a qualche decennio fa infatti il consumo era limitato alle zone di produzione, ossia le province di Salerno, Caserta, Latina e in alcune zone della Puglia. Mentre oggi si trova in vendita anche una mozzarella ricavata dal latte vaccino (un tempo detta fior di latte), in precedenza l’unica mozzarella era quella prodotta a partire dal latte di bufala.

Mozzarella, dal 1570 ad oggi…

Fino a qualche decennio fa le mozzarelle non erano vendute nell’acqua di conserva, come oggi. Bensì erano confezionate in fogli di giunco e di mortella, una tradizione ormai scomparsa. Il termine è il diminutivo di mozza ed è citato per la prima volta in un libro di cucina del 1570. Deriva dal fatto che la pasta viene mozzata prima di essere lavorata nella forma conosciuta.

Insalate, pizze e gratinature

È un formaggio fresco, a pasta cruda, ma non è necessariamente magro; inoltre può risultare di digestione più difficile rispetto ai formaggi stagionati. Può essere gustata al naturale. Ma è anche impiegata per la preparazione di varie pietanze. Dalle insalate (tipica la caprese, con pomodoro e origano), alla pizza, alla mozzarella in carrozza e per le gratinature.