Presa banda di rom dedita ai furti in villa dopo rocambolesco inseguimento. In manette sono finiti tre uomini e una donna.

Presa banda di rom dedita ai furti

Resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione, possesso di arnesi atti allo scasso. Queste le accuse cui dovranno rispondere i quattro nomadi arrestati dai carabinieri di Crema ieri sera, al termine di un rocambolesco inseguimento cominciato dopo un furto in abitazione.

Quattro arresti

Tutto è cominciato a Izano, quando i carabinieri hanno fermato dopo una segnalazione di furto tre uomini: L.L, classe 1987, D.G, classe 1965, R.O dell’ 80 e una donna, R.F, 49 anni. Si tratta di una banda già nota alle forze dell’ordine, tutti di origine sinti. I primi due sono domiciliati a Palestro (PV) gli altri al campo nomadi di Limbiate in provincia di Monza e Brianza. Per lo Stato risultano tutti censurati e senza lavoro.

La prima fuga

Tutto è cominciato quando in località Vergonzana di Crema una pattuglia ha intercettato e cercato di fermare una Golf nera con targa clonata con a bordo due persone. L’auto era già ricercata in quanto collegata a un tentato furto in abitazione commesso a Izano (CR) il giorno precedente. I due, alla vista dei militari, si sono dati alla fuga, a folle velocità versoSalvirola. Qui hanno anche forzato un posto di blocco dei carabinieri di Camisano sulla Statale 235. La Radiomobile è comunque riuscita a recuperare l’auto quando i due, poi identificati per i primi due arrestati, l’hanno abbandonata in mezzo ai campi per poi proseguire la fuga a piedi. Sul mezzo sono state trovate diverse borse contenenti attrezzi da scasso.

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Intervengono i complici

Un’ora più tardi i carabinieri hanno però fermato un’altra auto, una Polo scura con a bordo i due complici. Ma anche i due fuggitivi, appena fatti salire. Dopo un ennesimo tentativo di fuga effettuato anche dal secondo veicolo forzando un altro posto di blocco, nel corso del quale i malfattori si sono disfatti di ulteriori beni, i quattro sono stati finalmente bloccati.

I carabinieri hanno recuperato quindi tre borse firmate e denaro contante per circa 150 euro, provento di furto in abitazione commesso nella prima mattinata ai danni di un operaio 53enne. Mancano però all’appello altri orologi e preziosi. Stamattina davanti al Tribunale di Cremona L.L. ed D.G. sono stati condannati a due anni e a 900 euro di multa ciascuno e obbligo di dimora a Palestro (PV). Gli altri due, a sette mesi di reclusione con obbligo di presentazione in caserma a Limbiate ogni giorno.

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