Rapina in villa armati di pistola: arrestati cinque cittadini romani. Il fatto fu commesso nel giungo del 2018 e fruttò un bottino di circa 200mila euro.

Rapina in villa armati di pistola

La Polizia di Stato di Cremona, nell’ambito dell’operazione “Bad Boys” sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di cinque cittadini romeni, facenti parte di un sodalizio criminale accusato di aver commesso una rapina in una villa di Crema nel giugno del 2018.

Rapina in villa a mano armata, bottino di 200mila euro FOTO e VIDEO

 

Bottino di 200mila euro

In quella circostanza quattro persone (due delle quali armate di pistola) s’introdussero all’interno dell’abitazione, tenendo in ostaggio i quattro componenti della famiglia presenti. Durante l’incursione fu divelta una cassaforte, dalla quale i malviventi – che per scoraggiare ogni possibile tentativo di resistenza non esitarono a colpire con un pugno al volto una delle vittime – prelevarono denaro e gioielli e furono asportati numerosi capi d’abbigliamento ed accessori di lusso, il tutto per valore totale di circa 200mila euro.

Le indagini

Le complesse indagini dei poliziotti della Squadra Mobile, condotte tra il giugno e il dicembre 2018, hanno permesso di ricostruire con estrema precisione i ruoli di tutti gli indagati e l’intera dinamica del fatto, che vede coinvolte complessivamente otto persone.

Tra tutti, spicca quello della compagna del leader della banda (1995), individuata quale basista della rapina in ragione della conoscenza approfondita dell’abitazione. Grazie alle informazioni apprese da quest’ultima, fu possibile pianificare con cura l’incursione, che vide protagonisti il suo compagno (1991) ed un loro connazionale (1988). I due, identificati come i rapinatori presenti all’interno della villa, per scoraggiare ogni possibile tentativo di resistenza non esitarono a colpire con un pugno uno dei proprietari.

Altri quattro connazionali furono incaricati di fornire appoggio logistico, due (uno del 1997 ed uno del 2000) con funzioni di vedetta e di trasporto della refurtiva a bordo delle macchine utilizzate per la fuga e due con funzioni di autisti (uno del 1983 ed uno del 1996), uno dei quali altresì incaricato di procurare il flessibile utilizzato per aprire la cassaforte. Immediatamente dopo il colpo, i sette fuggirono verso l’hinterland milanese a bordo di due macchine, ad eccezione di una cittadina serba del 1995, non presente al momento del fatto ma pronta a fornire aiuto in caso di necessità.

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Estorsioni e spaccio

Oltre ad accertare la responsabilità degli indagati in ordine alla rapina, le indagini hanno poi dimostrato come gli stessi fossero dediti ad altre attività criminali nel territorio cremasco, quali le estorsioni e lo spaccio di droga. Nel corso dell’attività investigativa, infatti, sono stati effettuati due arresti in flagranza: uno di un cittadino romeno del ’92, trovato in possesso di mezzo etto di cocaina; l’altro del leader della banda per un’estorsione ai danni di un pensionato, fatto per il quale è attualmente detenuto.

Bisogno inesauribile di soldi

Dal complesso delle attività è emerso come i membri della banda fossero amanti della “bella vita”, animati dal bisogno inesauribile di soldi per soddisfare ogni tipo di desiderio o “vizio” (quale, ad esempio, il consumo di stupefacenti o l’acquisto di macchine di lusso di grossa cilindrata, da mostrare poi con orgoglio ad amici e parenti in Romania).

 

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