Furto sì, ovviamente. Ma è scattata anche un’aggravante, grazie a una norma contenuta nel recente “pacchetto sicurezza” approvato dal governo. E per il 64enne presunto responsabile dell’ennesima brutta storia di spietata furbizia nei confronti degli anziani, sono scattate le manette.

Succede a Izano, protagonista un 64enne responsabile secondo i carabinieri di Crema di aver rubato energia elettrica dalla rete domestica del suo vicino di casa, mentre quest’ultimo era ricoverato in una casa di riposo di Crema per gravi motivi di salute.

Trenta metri di cavo

Tutto è cominciato quando il vicino di casa dell’anziano si è trovato senza corrente elettrica in casa, per morosità. Ha quindi deciso di comprare un cavo di rame lungo più di trenta metri, con il quale ha collegato attraverso il giardino il proprio appartamento a quello vuoto dell’anziano vicino, che sapeva essere stato ricoverato in Rsa. Ad accorgersi della furbata tuttavia sono stati altri vicini di casa del complesso residenziale di Izano, che hanno subito avvisato l’amministratore, che a sua volta ha chiamato i carabinieri.

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Il furto di corrente (aggravato)

I militari della stazione di Romanengo hanno quindi consultato un elettricista che ha certificato che la lunga prolunga stava effettivamente portando corrente elettrica abusivamente nella disponibilità del 64enne, che a quel punto è stato dichiarato in stato di arresto. Si tratta della prima volta che viene applicata la nuova norma aggravante del furto, almeno in provincia di Cremona. Oggi, mercoledì, alle 13 si è tenuto il processo per direttissima al Tribunale di Cremona che ha visto al convalida e la condanna su patteggiamento alla pena di mesi 4 di reclusione e 120 euro di multa.

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