E’ il terzo caso di suicidio di un Agente nel giro di una settimana.

Un colpo di pistola alla tempia

Si è suicidato con un colpo di pistola alla tempia, la stessa pistola utilizzata per anni in difesa dei cittadini di cui quotidianamente si prendeva cura: questa è stata la tragica fine del Maresciallo 52enne di servizio al Nas di Cremona. Secondo una prima ricostruzione dei fatti il 52enne si sarebbe allontanato da casa il 19 agosto 2019 e il suo corpo sarebbe stato ritrovato nella mattinata del 20 agosto non lontano da casa. Gli inquirenti e i familiari non avrebbero trovato alcun elemento che possa giustificare questo disperato gesto.

Il suicida lascia nella disperazione la moglie e i due figli.

I dati nazionali: allarmante il numero di suicidi nelle forze dell’ordine

Secondo l’Osservatorio Nazionale per i diritti e la salute dei militari e delle forze dell’ordine , anche all’evidenza dei recenti suicidi di Agenti- 3 solo nell’ultima settimana – è sempre più necessario un supporto psicologico obbligatorio per chi opera nelle forze dell’ordine e nella pubblica sicurezza.

La criminola Antonella Cortese ha affermato che quello del Maresciallo Cremonese è il 37°esimo suicidio dall’inizio del 2019. Secondo la professionista, il suicidio tra gli appartenenti alle Forze di Polizia è una vera e propria emergenza, sintomo tragico di una profonda sofferenza interiore, di un disagio personale fatto di concause che si correlano a sofferenza dell’esistenza quotidiana di chiunque.

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Per questo motivo è necessario un supporto psicologico che accompagni la vita e il lavoro che tutti i giorni viene portato avanti da questi “servitori dello Stato”, spesso lasciati soli di fronte a una qualsiasi minaccia.

Poco tempo fa un altro Poliziotto lombardo si era suicidato in Sardena

Risale alla fine di Giugno 2019 la drammatica notizia di un agente della Polizia Penitenziaria in servizio a Vigevano, sparatosi un colpo di pistola per cessare la propria esistenza. Anche quest’ultimo aveva circa 50 anni, era assistente Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria, e per l’estremo gesto aveva utilizzato proprio la pistola di ordinanza.
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