CasaPound scagionata: fu un’aggressione fascista oppure no? Un testimone accusa i militanti del centro sociale Dordoni.

CasaPound scagionata?

Si parlò di aggressione fascista e ad essere accusati furono due ragazzi di CasaPound. Pochi giorni dopo, le carte si mischiarono: le indagini – grazie alle immagini di una telecamera comunale e alle intercettazioni – puntarono su altri presunti aggressori, che stavano dalla medesima parte della vittima: i militanti del centro sociale cittadino Dordoni.

Ipotesi di tentato omicidio

Emilio Visigalli, il 18 gennaio 2015  subì un colpo alla testa che lo fece finire in coma. Il processo addebita il fatto a due ragazzi di CasaPound. Sui due ragazzi pesa attualmente l’ipotesi di tentato omicidio. Risulta complicato in questo scenario di colpi e contraccolpi capire come stiano realmente le cose, anche in virtù della deposizione di una testimone che ha destabilizzato la situazione. La testimonianza resa da questa ragazza è importantissima, in quanto sarebbe una persona che non risulta vicina a nessuna delle due parti, estranea ai fatti ma che si trovava presente al momento dell’accaduto.

La testimonianza

La ragazza sostiene di ricordare perfettamente che il colpo alla testa fosse stato inferto da una persona con il volto coperto che lei ritiene essere del centro sociale Dordoni. Tra l’altro diversi dettagli del racconto della testimone collimerebbero con quanto si vede nel filmato acquisito dagli inquirenti. Il processo non è finito, ma la difesa potrà basarsi anche su questa testimonianza per ribaltare la situazione e vedere i due militanti di CasaPound scagionati.