“Non sono un assassino né un terrorista e mi auguro che giustizia sia fatta anche per noi africani”. Dopodiché l’attacco a Matteo Salvini.

Fanno discutere le dichiarazione spontanee rese oggi, lunedì 9 dicembre 2019, in aula da Ousseynou Sy, il senegalese che il 20 marzo scorso ha dirottato un autobus sequestrando cinquanta bambini.

Autobus dirottato, l’autista in aula attacca Salvini

Tutti ricordano quella drammatica mattina, quando Sy, 47enne senegalese, sequestrò una cinquantina di bambini,più le insegnanti e una bidella, dando poi fuoco al mezzo. Una tragedia che poteva avere dimensioni tremende, ma che è stata evitata grazie alla telefonata di un paio di ragazzini e al pronto intervento delle Forze dell’ordine.

Oggi, in aula, il conducente ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee destinate a far discutere:

“Come cittadino italiano e africano accuso Salvini e il suo governo di crimini contro l’umanità e di genocidio – ha detto – Quando una persona non viene soccorsa per strada, viene accusata di omissione di soccorso. L’ho fatto per l’Africa che ha tutto quello che serve per vivere per 10mila anni. Mi chiedo: cosa spinge milioni di persone ad affrontare l’inferno per una vita migliore? La risposta: lo sfruttamento, il disprezzo del popolo africano. Ci chiamate poveracci, sventurati, disgraziati. Noi non siano né poveracci, né sventurati né disgraziati. E quando guardiamo i bambini galleggiare, ormai ci siamo fatti l’abitudine, non ci fa più né caldo né freddo”.

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