Allevamento lager nel Cremonese scoperto dai carabinieri della Forestale di Brescia. Sequestrate 30 vacche da latte ormai agonizzanti. Il blitz è scattato in seguito a una denuncia di maltrattamento giunta dalla Lav nelle scorse settimane: i militari si sono trovati davanti una struttura in condizioni igienico-sanitarie raccapriccianti.

Allevamento lager a Robecco d’Oglio

Una situazione incredibile e indecente quella che si sono trovati davanti agli occhi gli uomini della Forestale di Brescia. Da subito ai militari sono apparse carenti le condizioni igienico igienico-sanitarie della struttura che si trova a Robecco d’Oglio: un ingente numero di bovini erano malati e non sottoposti alle cure veterinarie.

Gli animali, inoltre, erano detenuti con gli arti immersi nei loro stessi escrementi, le vacche stabulavano stabilmente in box in promiscuità con carcasse di altri animali morti e già in avanzato stato di decomposizione e i locali adibiti alla conservazione delle cisterne del latte raccolto risultavano addirittura invase da blatte.

Accuse di maltrattamento e abbandono di animali

Per tutti i bovini è stato disposto il sequestro (probatorio per circa una ventina di animali e fermo sanitario per i restanti 380 circa) e l’affido al sindaco di Robecco d’Oglio (Cremona). Le ipotesi di reato per i due titolari dell’allevamento sono il maltrattamento e l’abbandono di animali.

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Rolfi: “Non criminalizziamo il settore”

“Non criminalizzare un intero settore per colpa di qualche mela marcia. La Lombardia è la terra di agricoltori rispettosi delle norme, attenti ed evoluti nel benessere animale e sempre più avanzati nel campo della sostenibilità ambientale. E’ necessario fare chiarezza su situazioni del genere perchè l’agricoltura lombarda non è e non vuole essere questa”.

Lo ha detto l’assessore regionale lombardo ad Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, in merito all’operazione effettuata dai carabinieri forestali, che hanno effettuato un sequestro in un allevamento a Robecco d’Oglio (CR).

“I nostri allevamenti – ha aggiunto Rolfi – vengono costantemente monitorati, rispettano il benessere animale e sottopongono le mandrie a controlli veterinari che non hanno pari. Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce ed è necessario stigmatizzare questi casi per evitare che venga danneggiata l’immagine dei nostri allevatori, che hanno fatto passi da gigante in materia di rispetto del benessere degli animali”.

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