Addio Rico Brighèla, folla per l’ultimo saluto a Enrico Ripamonti, morto mentre lavorava a causa dell’esplosione di un tubo idraulico pieno di olio bollente.

Addio Rico Brighèla

Rico Brighéla. Era così che gli amici chiamavano Enrico Ripamonti, giardiniere in pensione 68enne di Rivolta ucciso dall’olio bollente fuoriuscito da un tubo idraulico di una pinza mentre raccoglieva della legna. Un nome che dice molto sul carattere di Enrico Ripamonti. Un uomo che amava profondamente il suo lavoro, a cui si dedicava con passione, ma che amava altrettanto divertirsi.

L’0melia del parroco

A celebrare la funzione nella parrocchiale di Rivolta Don Dennis Feudatari “La morte è sempre improvvida – ha esordito nell’omelia – quando è improvvisa, quando è il risultato di forze che pensiamo di saper dominare ma così non è. Il Signore è vissuto qui come noi, non può volere la nostra morte. Ci chiediamo: “Signore dov’eri quel pomeriggio? E Lui può rispondere: “Ero sulla Croce con te”, e non è una risposta vana perché ci è accanto nella nostra sofferenza. Noi preferiremmo che ci fosse accanto ancora Enrico, ma il Signore non poteva fare di più che condividere la nostra stessa morte. Noi adesso cosa gli chiediamo? Se siamo credenti la resurrezione del nostro fratello, per questo celebriamo l’Eucaristia. Per chi crede è difficile professare la fede in queste circostanze, a maggior ragione per chi ha difficoltà, ma questo è il momento adatto: perché la fede è la resa dell’Uomo alla vita e a Dio non è da adesso, questo atto di fede lo compiamo venendo al mondo, non abbiamo chiesto nulla, le circostanze ci sono state state date, a volte le accettiamo a volte no. Al Signore chiediamo la resurrezione per Enrico”.

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