Villa Obizza non c’è più. Il paese di Ricegno (frazione Bottaiano) assiste al crollo silenzioso di una residenza unica nel suo genere.

Il crollo di Villa Obizza

In un territorio agricolo, costituito di campi, nuclei cittadini ristretti, palazzi bassi, c’era una volta Villa Obizza. Vittima di infiltrazioni piovane e mancate ristrutturazioni, il simbolo di Bottaiano è crollato su se stesso, cancellando qualsiasi barlume di speranza per il suo recupero.

L’impegno dell’ex sindaco

Il fatiscente gioiello costruito in stile palladiano ha atteso per decenni interventi utili a evitarne la rovina. Nel luglio del 2018 la Prefettura aveva chiesto al Comune di Ricengo un piano di azione, ma dopo il fallimento della fondazione deputata alla conservazione della villa, in mancanza di fondi, l’allora sindaco Ernestino Sassi ha provato, invano, a coinvolgere nuovi finanziatori.

La storia di Villa Obizza

La storia di Villa Obizza è lunga e travagliata. La dimora palladiana, situata nella frazione di Bottaiano, risale ai primi anni del ‘700 e veniva originariamente utilizzata come tenuta di campagna degli Obizzi. Alla scomparsa della famiglia, fu acquistata dai Monticelli e poi dalla famiglia Pradoni. Nella seconda metà del secolo scorso, la villa venne progressivamente trascurata finché nel 1979 fu acquistata dalla famiglia Invernizzi. Pur essendo annoverata nella lista dei «luoghi del cuore» stilata dal «Fai», la villa è ufficialmente in stato di abbandono, in condizioni critiche dal 1986, quando il tetto crollò a causa del maltempo. Situazione aggravatasi due anni dopo, con il crollo del timpano principale. Da allora, le continue infiltrazioni d’acqua hanno minato la struttura, che rappresentava l’ultima espressione lombarda dello stile palladiano.

Leggi anche:  Rischio esplosione batteria: ritirata scopa elettrica marchio Klindo venduta da Carrefour

Il mancato restauro

A nulla sono valse le campagne di restauro istituite a periodi alterni per salvare questo pezzo di storia e bellezza architettonica. Nel 2007 la villa venne addirittura messa in sicurezza, con l’idea di salvarla definitivamente, ma la «Fondazione Villa Obizza» non ha mantenuto i propositi, fino al fallimento nel 2013. Istituzioni, residenti, estimatori del patrimonio artistico locale hanno chiesto e sperato per anni che villa Obizza potesse tornare all’antico splendore. Invano, perché dopo i primi crolli, risalenti a dicembre 2018, dell’edificio seicentesco restano l’intelaiatura di metallo e muri sbrecciati. Il tempo non ha perdonato l’immobilismo, ciò che crolla non si può recuperare.

TORNA ALLA HOME