Torna l’allarme siccità, a Cremona il Po a -7,25 metri. Lo scenario non è ancora da allarme rosso, ma c’è preoccupazione.

Allarme siccità, Po osservato speciale

Il fiume Po di nuovo sotto i riflettori. In tema di siccità, il Grande Fiume è l’osservato speciale anche nell’estate 2019. La principale asta fluviale italiana fa registrare valori nella nostra provincia largamente al di sotto della media stagionale e della portata dello scorso anno. Una situazione di sofferenza registrata anche nel tratto emiliano e veneto. Lo scenario non è ancora da allarme rosso, ma c’è preoccupazione in vista di un agosto che si preannuncia rovente. Preoccupazione che aumenta pensando al futuro, con le stagioni stravolte dai cambiamenti climatici.

Il Grande Fiume a -7,25 metri

Oggi alle ore 12, il Po a Cremona ha toccato i -7.25 metri sotto lo zero idrometrico, confermando il trend di costante calo fatto registrare negli ultimi giorni. Il quadro non muta di molto se si osservano i dati delle altre stazioni della provincia. Esempio lampante è Casalmaggiore, che ha toccato la misura di -4.27 oggi alle 12.

“Il tema della siccità deve tornare al centro del dibattito – spiega il presidente di Cia Est Lombardia, Luigi Panarelli – Gli effetti del cambiamento climatico sono sotto gli occhi di tutti. Nei prossimi anni si dovranno studiare alternative, valutare tipi di coltivazioni che necessitino di meno acqua. La politica, poi, deve prendere delle decisioni. Devono essere le centrali elettriche o l’agricoltura ad avere la precedenza per l’uso dell’acqua?”

L’ottimizzazione dell’acqua

In questi giorni, i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono impegnati a diffondere buone pratiche per ottimizzare l’uso dell’acqua. La regola prima è di innaffiare le colture dopo il calar del sole, siano esse a pieno campo (mais, erba medica) oppure piccoli orti e giardini. Questo, infatti, permette all’acqua di essere completamente assorbita dalla pianta, evitando l’evaporazione causata dalle temperature estive e dall’irraggiamento solare.

“I bacini e i principali contenitori idrici stanno facendo il loro lavoro – commenta Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue – Per questo è necessario aumentarne il numero”.

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