L’inchiesta delle Iene, condotta da Giulio Golia, è andata in onda il 13 novembre 2018. L’inviato ha raccolto testimonianze esclusive sul cibo scaduto in diverse catene di supermercati italiani, da parte di dipendenti che hanno deciso di uscire allo scoperto in forma anonima.

Il racconto dei dipendenti

La parte più scioccante del servizio è svelata grazie alla testimonianza di svariati addetti ai reparti (dalla pescheria, alla macelleria, alla gastronomia…) che hanno condiviso le proprie esperienze lavorative; tutte simili e concordanti tra di loro. Tutte, inoltre, coraggiose, dato il tasso di licenziamento e/o di turni massacranti “fino ad annullare la vita privata”, che spetta, di regola, a chi osa parlar franco.

Pratiche fraudolente legate al cibo scaduto

La prassi metodica e quotidiana che verrebbe adottata nei vari punti vendita e che i dipendenti denunciano davanti alle telecamere (seppur oscurati) è quella del riciclo e riutilizzo del cibo, quando questo è scaduto e andato a male.

Con una semplicissima mossa, quella di aggiornare giornalmente l’etichetta della merce non venduta il giorno prima, un prodotto può venire spacciato per fresco fino a venti giorni dopo il suo confezionamento.

Finché il pesce non puzza, o, a vista, non è proprio invendibile”, dice una lavoratrice.

Pure le polpette e i polpettoni, lungi dall’essere preparati il giorno stesso, sono spesso cucinati con resti e residui di prodotti ammuffiti.

“Praticamente i reparti dei freschi sono in realtà reparti di cibo riciclato” che, per legge, non è vendibile.

Rischi per la salute

Ciò che si rischia, viene spiegato nel servizio: non sono malanni da poco. Oltre alla salmonellosi, infatti, la malattia della listeriosi è un ulteriore, potenziale, rischio. I soggetti più vulnerabili sono, come sempre, i bambini e gli anziani, ma anche le donne in gravidanza.

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ECCO UN ESTRATTO DELL’INCHIESTA MEDIASET:

 

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Sperando che la gente capirà,ma non penso 🙄🕵️🤢 #carnescaduta #ettichetta #supermercato #grandisupermercati #perveriintenditori😂

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E invece sul sito delle Iene ECCO IL SERVIZIO COMPLETO