Cremonese bentornata. Dopo quattro mesi torna la vittoria.

Welcome Back, Cremo

Dopo un’assenza ingiustificata di quasi quattro mesi la Cremonese torna alla vittoria. Tre punti importantissimi, i più importanti da quel magico 6 maggio 2017 che hanno segnato il ritorno in cadetteria dei grigiorossi.

Approccio

Contro il Venezia a fare la differenza è stato innanzitutto l’approccio. Determinato e cattivo quello della Cremo, molle e svogliato quello dei lagunari, colpevoli di aver sottovalutato la trasferta. Un rischio che Inzaghi non ha evidentemente annusato, prevedibile visto lo score delle due squadre: tre punti nelle ultime cinque partite per la Cremo, quindici su quindici per il Venezia.

Motivazioni

Certo, i grigiorossi hanno qualcosa in più da giocarsi: la salvezza diretta, mentre il Venezia è già nei playoff, con le speranze di promozione diretta praticamente ridotte al lumicino. Gli schieramenti non lasciano pensare a una partita ricca di gol: la Cremo si dispone con il classico mandorliniano 4-5-1 in cui Canini viene confermato terzino e Piccolo rientra alto a destra. Inzaghi vara invece un 3-5-2 che tende molto al 5-3-2 visto che i due esterni sono Bruscagin e Garofalo.

Con coraggio

Al di là dei moduli, è lo spirito dei grigiorossi ad essere cambiato. Se è vero che in fase difensiva la Cremo rincula spesso, in fase offensiva si attacca con molti più uomini. Il recupero palla poi avviene nella metà campo avversaria con un pressing alto che costringe il Venezia a rinviare in qualche modo: i lagunari faticano a ripartire perché le due punte Litteri e Marsura sono costretti a giocare solo palle sporche e non vengono mai serviti palla a terra.

Agli estremi

Certo, anche il gol di Canini l’autogol di Modolo dopo due minuti aiuta. La Cremo gioca un gran primo tempo, con la solita catena Renzetti-Perrulli a creare scompiglio sulla sinistra e con Piccolo che dopo un inizio in sordina prende fiducia e campo. Eppure, come sempre accade nell’ultimo periodo, la Cremo prende gol al primo tiro in porta. La prima volta l’arbitro annulla – Bruscagin è in fuorigioco – ma quando il primo tempo sembra in cassaforte Claiton combina il pasticcio: mani in area e rigore che Litteri trasforma.

Dentro o fuori

Un gol che avrebbe tagliato le gambe a chiunque, figuriamoci a una squadra che non vince da gennaio e in un momento così delicato della stagione. Mandorlini evidentemente negli spogliatoi tocca le corde giuste perché la Cremo non si abbatte e nella ripresa torna subito sopra grazie all’uomo più in forma: Giampietro Perrulli. Tornato nel suo ruolo di naturale – sulla fascia – il giocatore romano esprime tutta la sua qualità e sembra addirittura vivere una seconda giovinezza dal punto di vista fisico. Era stato lui a pennellare il cross da cui era nato l’autogol di Modolo, è lui a procurarsi il rigore netto dubbio generoso ok inesistente (ma va bene così) che Piccolo trasforma per il nuovo vantaggio.

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Venezia affonda

Il gol dà fiducia a una squadra che doveva solo sbloccarsi dal punto di vista mentale: la marea grigiorossa sommerge il Venezia che non riesce più a rialzarsi. Mandorlini toglie Piccolo e Perrulli e dimostra di aver imparato la lezione: non più un difensore per tenere il risultato, ma Macek e Gomez per tenere alta la pressione e punire in contropiede. Cosa che avviene puntuale: prima Pesce sigla il 3-1 con un siluro all’incrocio su assist di Gomez, poi Arini e Macek – alla Totti – chiudono partita e discorso salvezza sfruttando due assist di un Croce monumentale.

Salvezza aritmetica

La buone notizie non finiscono ai tre punti: dagli altri campi arrivano le notizie che tutti sperano. Il Novara pareggia a Perugia e soprattutto il Brescia perde contro l’Empoli: la Cremo sale a 48 punti, irraggiungibile da una tra Brescia e Ascoli che si sfideranno nel prossimo turno. Lo Zini può esplodere, gli oltre novemila tifosi – instancabili, per novanta minuti e oltre – possono rendere omaggio a una Squadra, finalmente con la S maiuscola.

Ancora di sabato

Non resta che l’ultimo appuntamento della stagione prima del rompete le righe di fine anno e dello scatenarsi del mercato estivo (a proposito, chi lo farà?). Contro il Venezia la società ha avuto risposte importanti da molti giocatori fin qui deludenti (Croce su tutti) e conferme sull’utilità di alcuni elementi partiti in seconda fascia ma che poi sono risultati fondamentali nel finale di stagione (Marconi, Perrulli). Quello che manca a questa squadra è noto ai più: c’è un’intera estate per inseguire una punta che faccia fare ai grigiorossi il salto di qualità.

FONTE:  cuoregrigiorosso.com

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